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09 Apr2026

Editoriale Presentazione XXXIII Ed. C5 & C8

olanda

 

Dopo quattro anni, precisa come un orologio svizzero, torna la MikonosCup a tema WorldCup, quarantasette nazionali ai nastri di partenza per quella che, senza ombra di dubbio, sarà la manifestazione sportiva amatoriale regina dell’estate capitolina. Formula snella ed accattivante, mini-gironi iniziali, composti in base alle preferenze di giorni espressi dalle squadre, seconda fase già suddivisa tra WorldCup, Nations L. e Confederation e successive fasi finali ad eliminazione diretta.

La panoramica del calcio a 5 si apre con i campioni uscenti del Liverpule, ora Kenya, pronti a difendere un titolo strameritato con le unghie e con i denti, a fronte della sempre organizzatissima N. Zelanda di capitan Stefanelli, storicamente il Monteverde dalle mille finali e del Perù di capitan Pierre, battuti solamente in finale, dopo un’assurda striscia positiva, nell’ultima rassegna invernale. Ritorno spettacolare quello del Capoverde di Anibal e Almeida, campione nel 2021, e conferma pesantissima quella del Curacao, ex MancoCiannava, di Roddi e Di Giuseppe alla caccia del primo titolo dopo una finale ed una semi così come l’Argentina di Bianchini ed Evangelista storica vincitrice nel 2019 ed ancora alla ricerca di un clamoroso bis. Attenzione allo Zanzibar di Kusz, versione “estiva” del Westside, vicino al successo nelle due ultime stagioni ed al Belgio di Ruiz e soci, sempre organizzati, “cattivi” e temibili. Blocco immancabile quello dell’Imperium di Germani e Spina, che perde due pezzi importantissimi, quali Corasaniti e Feliziani finiti alla corte del Portogallo dell’asso pigliatutto Omid, ma che riabbraccia Allegrini e Lancellotti, ponendosi tra le favorite per una Confederation da difendere a denti stretti e che con ogni probabilità annovererà anche gli “italiani” Padula, Palazzo e Menichelli, da tutti considerato il gruppo più bello del torneo. Fa scalpore la “notizia” dell’estate, la Croazia di bomber Conte con grandissime aspettative in merito, alla medesima stregua della Sud Corea di Funaro, ricostruita dalle ceneri della Piccionaia e della Real. Continuano a rafforzarsi la Scozia, Tennent’s, di Tosoni e Stanghellini, la nazionale di Haiti guidata da uno dei cannonieri da record della rassegna, quel Chiarini miglior pivot nel 2024, e la Francia di Carli, forte di Cioli, che ha fatto lo stravede nell’invernale. C’è il Giappone, ex Roma, di Antonucci e Murgiano mentre tiene tutti in allerta la Colombia di Roscioli, campione invernale nel 2022/23 sotto la denominazione VLC. Ritorni importanti quelli della Jamaica, ex Benfica, di Mattei, Tarei e Ambrifi, gran gruppo davvero, e quello dell’Olanda, ex Avellino. A chiudere il novero delle new entry i giovanissimi del Brasile e quelli di El Salvador, oltre l’Uruguay di Vellone e Liguori, davvero tutto da scoprire sul quale orbitano importantissime aspettative.

La rassegna del calciotto, se mai fosse possibile, sembra ancora più indecifrabile. La Romania, dopo tre finali finalmente campione, si troverà a difendere un titolo che subirà inevitabilmente mille attacchi. In primis l’Olanda, ex Monteverde, finalista uscente e sempre forte del miglior giocatore “invernale” Bruno e l’Argentina di Mitrea, sconfitta in semi ed ancora incapace di superare l’amarissima delusione, successiva a tanti successi e due titoli in bacheca. Ci sono l’Inghilterra di Schiavon e De Biasi, ormai immancabile, il Perù di Alarcon e Tapia fresco vincitore di altra rassegna amatoriale ed uscito ai quarti in quella invernale e la Germania, ex Portogallo d’inverno, campione un anno fa per una festa che ancora si ricorda. Tornano “il Garra”, ora Brasile, di Marci, decisamente rinforzato e pronto al derby con il Curacao di bomber Marino, la Svezia di mister Gianfranco già vista con piacere qualche anno fa e il Mozambico di Salustri e Di Paolo, che dovrebbe annoverare in rosa anche un certo Cucci, tra i pochissimi, se non l’unico, a vantare in bacheca sia una Mikonos a 5 che una a 8. Tornano poi, ma provengono dal torneo a cinque, anche i fratelli Calicchio che indosseranno la casacca della Nigeria e l’Algeria di tale Silvio Pagnotta vincente nel 2023. I mister del Fogaccia scelgono di cantare l’inno di Mameli alla MikonosWorldCup, mentre tutti da scoprire sono i giovani dell’Uruguay, quelli della Polonia, del Giappone e quelli del Messico. C’è grande attesa per l’Egitto, formato da tanti giovani che svolgono attività lavorative di fronte al circolo e decisi nel mettersi in gioco nella rassegna iridata al pari dei ragazzi della Francia, già visti qualche anno fa, ma stavolta sicuramente più solidi e compatti. Che bello riavere Cuba: Sapigni ricostruisce, stavolta a calciotto, un team che ha rappresentato tanto per la competizione, così come sta facendo l’Atlantide, nell’occasione “mondiale” Tuvalu, di D’Ottavio e Almonte, finalisti uscenti in EUL e pronti a migliorarsi come sempre, all’insegna del sano divertimento e della sana competizione. Andando a chiudere si pone molto bene il Venezuela di Zambrano, tra i migliori delle ultime edizioni, alla medesima stregua del gruppone veramente della Colombia, sono già in tredici segnati in lista, ambedue forti davvero di un’ottima organizzazione.

La replica della Coppa del Mondo attende solamente di essere alzata al cielo. Saranno tre mesi di fuoco e passione. Per la diciannovesima estate di fila la MikonosCup vi terrà compagnia, ma uno solo salirà sul tetto del mondo.

Benvenuta “WorldCup”.

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